Se dovessimo scegliere una sola stagione per venire nelle Madonie, sceglieremmo la primavera. Le temperature medie stanno intorno ai diciotto gradi, i sentieri lungo i canali sono al massimo dell'acqua e del verde, e i paesi hanno il calendario più fitto dell'anno.
Marzo: San Giuseppe
Si comincia il 19 marzo, con la festa di San Giuseppe, che a Scillato come in tutta la Sicilia ha una tradizione forte, legata ai pani votivi e alla tavolata.
La Settimana Santa
Fra marzo e aprile, a seconda dell'anno, arriva la Settimana Santa. A Scillato si tengono la Via Crucis e la processione del Venerdì Santo: è una liturgia di paese, raccolta, molto diversa dalle grandi processioni delle città.
Nei comuni vicini le celebrazioni hanno ciascuna le proprie forme e i propri orari. Non ve le elenchiamo con le date: cambiano ogni anno e dipendono dalla parrocchia. Chiedeteci quando prenotate e ci informiamo noi.
Primavera: le arance
Fra aprile e maggio, a seconda dell'anno, si tiene la Sagra dell'Arancia di Scillato, legata all'arancia biondo di Scillato, una varietà antica non ombelicata iscritta all'elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della Regione Siciliana, che matura fra marzo e maggio.
Le fonti non concordano sulla settimana precisa, e non vogliamo darvi una data sbagliata: sappiate che c'è, e chiedete conferma prima di organizzarci il viaggio.
I borghi, in questa stagione
La Settimana Santa è anche il momento migliore per vedere i borghi delle Madonie senza nessuno intorno. Petralia Soprana, il comune più alto del massiccio a circa millecentocinquanta metri, ha la chiesa di Santa Maria di Loreto con le due torri campanarie e il belvedere da cui, nelle giornate limpide, si vede l'Etna.
Gangi e Geraci Siculo, entrambi nell'elenco de I Borghi più belli d'Italia, conservano le tracce dei Ventimiglia: la torre feudale trecentesca a Gangi, i ruderi del castello con la cappella di Sant'Anna a Geraci.
Ne abbiamo scritto una guida a parte, con le distanze reali da casa.
Maggio: il momento migliore per camminare
È il mese in cui consigliamo la Via dei Mulini: i canali Agnello e Gulfone sono pieni, la vegetazione è rigogliosa e le associazioni locali organizzano escursioni guidate proprio in questo periodo.
In quota, intanto, la neve si ritira e i sentieri del Parco tornano praticabili. Da fine maggio comincia anche la raccolta dell'albicocca di Scillato, che dura due o tre settimane appena.
E c'è un endemismo che si vede solo qui e solo adesso: il Pleurotus nebrodensis, il fungo di basilisco, che cresce da aprile a giugno esclusivamente nel Parco delle Madonie. È una specie a rischio e la raccolta è regolamentata: si guarda, non si raccoglie.
Dove camminare in primavera
Oltre alla Via dei Mulini, che parte dal paese, in primavera tornano praticabili quasi tutti i sentieri del Parco. I più gentili partono da Piano Battaglia: il sentiero Pippo Tarro, poco più di due chilometri e circa due ore, e il percorso Battaglietta – Piano Sempria, sette chilometri, entrambi classificati E, escursionistici.
Chi cammina abitualmente può puntare al sentiero degli Abies nebrodensis, il n. 16b, che parte dalla SP119 sopra Polizzi al chilometro 8,3 e porta verso gli ultimi trenta abeti delle Madonie rimasti in natura.
E per chi ha gambe e allenamento c'è la tappa SI V15 del Sentiero Italia CAI, che parte proprio da Scillato: diciannove chilometri e oltre millecinquecento metri di dislivello fino a Piano Battaglia. Sette ore, difficoltà impegnativa.
Un'avvertenza
Primavera in montagna vuol dire anche pioggia. Le precipitazioni annue sono contenute — intorno ai cinquecento millimetri — ma si concentrano nei mesi freddi e di passaggio. Portate una giacca impermeabile e scarpe che tengano sul bagnato.
E una nota sul calendario: la Pasqua è mobile, quindi la Settimana Santa può cadere a fine marzo come a fine aprile. Prima di organizzare un viaggio intorno alle processioni, controllate l'anno: è l'unica data di questo articolo che cambia davvero ogni volta.
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