Febbraio nelle Madonie non è un mese turistico, e proprio per questo è uno dei migliori. I prezzi sono bassi, i paesi non hanno code, e c'è il carnevale, che qui non è una festa per bambini ma un lavoro di mesi.
Castellana Sicula: il Carnevale delle Madonie
È il più noto del comprensorio. Il Carnevale delle Madonie si tiene a Castellana Sicula, una quindicina di chilometri oltre Polizzi, e la tradizione dei carri allegorici risale agli anni Sessanta.
I carri si costruiscono nei mesi precedenti nei capannoni del paese, e la sfilata è un evento che riempie la strada principale.
Collesano
Più vicino a noi, a undici chilometri e un quarto d'ora, Collesano ha il suo Carnevale, altrettanto sentito. È il paese che si definisce la «porta delle Madonie», e in inverno ha un vantaggio pratico: è a quota bassa, quindi la strada è sempre libera.
Chi ci arriva può approfittarne per il Museo della Targa Florio, che conserva i cimeli della corsa su strada più antica del mondo, ideata da Vincenzo Florio e passata per queste curve per decenni.
Perché il carnevale, qui, non è folklore
Nei paesi di montagna il carnevale ha una funzione che nelle città si è persa: è il momento in cui una comunità piccola si organizza per mesi attorno a un lavoro collettivo. I carri non arrivano da fuori, si costruiscono in paese, e le squadre sono fatte di gente che si conosce.
Il risultato è che chi arriva da fuori non guarda uno spettacolo pensato per lui: assiste a una cosa che si farebbe comunque. È la stessa differenza che si sente il 20 agosto, alla festa patronale di Scillato.
Quando cade
Il carnevale è una festa mobile: dipende dalla data della Pasqua, quindi cade fra febbraio e i primi di marzo. Le giornate di sfilata cambiano ogni anno.
Come per tutto il resto: le date si trovano sui canali ufficiali dei comuni e delle pro loco. Noi possiamo dirvi cosa c'è nella settimana del vostro soggiorno, se ce lo chiedete.
Cosa fare nella stessa giornata
Il carnevale occupa il pomeriggio: la mattina e la sera restano libere, e a febbraio conviene riempirle al coperto o a bassa quota.
A Caltavuturo, sette chilometri e mezzo da casa, si sale alla Rocca di Terravecchia, lo sperone roccioso dell'insediamento medievale che domina la valle dell'Imera; nella Chiesa Madre ci sono una Madonna della Neve attribuita a Francesco Laurana e un'Annunciazione di scuola gaginiana.
A Sclafani Bagni, quindici chilometri, ci sono le terme libere naturali: acqua solfureo-bromo-iodica che sgorga calda, ad accesso gratuito. In pieno inverno è esattamente quello che serve. Il paese, uno dei più piccoli d'Italia, conserva anche la Porta Soprana, unica porta medievale rimasta.
Se invece piove, il piano B è al chiuso: il Museo della Targa Florio a Collesano, il M.A.M. di Polizzi Generosa con i suoi quattrocento esemplari di fauna madonita, o il planetario del GAL Hassin a Isnello.
Come vestirsi, seriamente
Febbraio a queste quote non è la Sicilia della cartolina. A Scillato, a duecentoquindici metri, l'inverno è mite — le medie stagionali stanno intorno ai tredici-quattordici gradi — ma a Castellana si sale di parecchio, e la sera si sente.
Giacca, scarpe chiuse, e in auto tenete presente che se nevica a Piano Battaglia può nevicare anche sulle strade alte. Le previsioni, in questa stagione, si guardano davvero: le precipitazioni annue qui sono contenute, intorno ai cinquecento millimetri, ma si concentrano proprio nei mesi freddi.
La casa, in questa stagione, si apprezza per un motivo diverso dall'estate: la cucina attrezzata, il forno e la lavastoviglie a febbraio valgono molto di più di una terrazza.
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