C'è una convinzione dura a morire: che in Sicilia si venga d'estate. Nelle Madonie è un'idea che fa perdere la parte migliore dell'anno.
Cosa guadagnate
I paesi tornano paesi. A Cefalù, fra novembre e marzo, si cammina nel centro storico senza fare slalom. Il Duomo normanno, con i suoi seicento metri quadri di mosaici, si guarda in silenzio.
I borghi delle Madonie si vedono davvero. Petralia Soprana, Gangi, Geraci Siculo non hanno problemi di affollamento nemmeno d'estate, ma d'inverno hanno la luce giusta e le case che fumano.
Il clima in paese regge. Le medie invernali a Scillato stanno intorno ai tredici-quattordici gradi. Non è da spiaggia, ma per camminare è perfetto.
I prezzi. Vale per noi come per tutti: fuori stagione si spende meno, e si sta meglio.
Cosa perdete
Siamo onesti su questo. Il bagno: il mare è praticabile da fine maggio a ottobre, non oltre. Alcune feste: agosto è il mese più ricco del calendario. Le giornate lunghe: in dicembre il sole tramonta presto e le strade di montagna al buio non sono il massimo.
E poi una cosa che vale la pena dire: fuori stagione bisogna telefonare. Musei, siti archeologici e centri visita passano agli orari invernali, e alcuni aprono solo su prenotazione — il Museo dell'Acqua di Scillato, per esempio, funziona così tutto l'anno.
L'inverno in quota
Il pezzo forte dell'inverno madonita è Piano Battaglia. Quando nevica, a milleseicento metri, la Sicilia diventa una cosa che nessuno si aspetta: una conca bianca, i rifugi, gli impianti che salgono sul Monte Mufara.
Ripetiamo l'avvertenza, perché è importante: la neve non è garantita. Ci sono inverni in cui gli impianti aprono a febbraio dopo una nevicata abbondante, e inverni in cui non aprono. Prima di prenotare per sciare, verificate.
Cosa fare se piove
Le precipitazioni annuali sono contenute — intorno ai cinquecento millimetri — ma quando piove si concentra proprio in questi mesi. Il piano B ci sta, ed è buono.
Il M.A.M. — Museo Ambientalistico Madonita di Polizzi Generosa, in Palazzo Notarbartolo, con oltre quattrocento esemplari di fauna siciliana in diorami organizzati per fasce di quota.
Il Museo Civico «Antonio Collisani» di Petralia Sottana, nei locali dell'ex carcere quattrocentesco, con una sezione geologica e una archeologica.
Il Museo Minà Palumbo di Castelbuono, nell'ex convento di Santa Venera, che raccoglie le collezioni naturalistiche del medico che studiò queste montagne per tutto l'Ottocento.
E il GAL Hassin di Isnello, il centro internazionale per le scienze astronomiche aperto nel 2016, con il planetario digitale da dieci metri di diametro, la terrazza osservativa e il radiotelescopio.
O, molto semplicemente, la cucina di casa e la pioggia che batte sulla terrazza.
I borghi, quando non c'è nessuno
È il vero regalo della bassa stagione. Petralia Soprana, Borgo dei Borghi, a circa millecentocinquanta metri, d'inverno ha la luce e il silenzio che d'estate non ha; dal belvedere di Loreto, nelle giornate limpide, si arriva a vedere l'Etna innevato.
Gangi e Geraci Siculo, entrambi nell'elenco de I Borghi più belli d'Italia, si girano in un'ora ciascuno e d'inverno hanno la temperatura giusta per farlo a piedi, tutto in salita.
E Cefalù, che ad agosto si attraversa a fatica, fra novembre e marzo torna una città di mare normale: il Duomo normanno, i mosaici, il lavatoio medievale e il lungomare, senza fila.
Un'ultima ragione, meno ovvia
Fuori stagione le Madonie tornano quello che sono per undici mesi l'anno: una zona di montagna abitata, non una destinazione. I bar del paese hanno i clienti di sempre, nei borghi si sente parlare dialetto, e le strade sono vuote.
Chi cerca la Sicilia da cartolina, ad agosto la trova. Chi cerca la Sicilia e basta, la trova meglio a novembre.
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