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Dintorni

Il Mulino Paraturi.

L'unica gualchiera di Scillato: qui si battevano i tessuti di lana e si lavorava la zabbara. Oggi è recuperata e ospita il Museo dell'Acqua.

A breve distanza a piedi Monumenti
Le vasche d'acqua turchese e i salti del Mulino Paraturi, a Scillato
Le vasche d'acqua turchese e i salti del Mulino Paraturi, a Scillato. Foto dell'archivio della struttura.

Storico opificio ad acqua situato a breve distanza a piedi dalla casa, testimone dell'antica tradizione artigiana locale. Antica gualchiera un tempo utilizzata per la follatura dei tessuti e la lavorazione della zabbara, rappresenta una delle tappe più affascinanti del patrimonio madonita.

Che cos'è un «paraturi»

In siciliano paraturi vuol dire gualchiera, dal latino medievale paratorium: una macchina mossa dall'acqua che batteva i tessuti di lana per infeltrirli, indurirli e renderli impermeabili. In Sicilia l'uso è attestato fin dal Duecento.

Il Paraturi era l'unico mulino di Scillato usato per la follatura e l'unico in cui si lavorava la zabbara, cioè l'agave, da cui si ricavavano le corde per l'agricoltura. La follatura si è fermata definitivamente prima della Seconda guerra mondiale.

Tredici mulini lungo l'acqua

Scillato non ha avuto un mulino: ne ha avuti tredici, costruiti fra il 1156 e il 1800 lungo i canali che scendono dalle sorgenti. Un mulino del luogo compare già in un documento del 1156, donato dalla contessa Adelasia alla diocesi di Cefalù.

Molti oggi sono diruti o inglobati in costruzioni successive, ma qualche nome resiste: l'Asiniddaru, il meglio conservato, che mantiene ancora elementi tecnici originali; il Rasu, l'ultimo a fermarsi negli anni Sessanta, vicino alla Chiesa Madre; il Famunia Suttanu, il più antico, citato nel 1196 lungo il torrente Gulfone.

Dove si trova oggi

Il Paraturi sorgeva sull'antica Regia Trazzera Fichera, che oggi corrisponde a via Cesare Terranova, nel centro del paese. L'edificio è stato recuperato e si visita: dentro c'è il Museo dell'Acqua.

Consigli pratici

  • Si raggiunge a piedi dalla casa, insieme al resto del centro storico.
  • Visitarlo ha senso insieme al Museo dell'Acqua, che sta dentro lo stesso edificio.
  • Da qui parte anche l'itinerario dei mulini lungo i canali Agnello e Gulfone.
  • Scarpe chiuse: intorno all'acqua le pietre restano scivolose anche d'estate.