Da Piano Battaglia verso Pizzo Carbonara, la seconda vetta della Sicilia dopo l'Etna
Da Piano Battaglia verso Pizzo Carbonara, la seconda vetta della Sicilia dopo l'Etna. Foto: MoritzP from Dortmund, Germany · CC BY-SA 2.0 · Wikimedia Commons

Chi arriva in Sicilia per la prima volta non se lo aspetta: a meno di un'ora d'auto da casa si arriva a 1.600 metri, in una conca carsica con i rifugi, gli impianti di risalita e i sentieri che partono già in quota. Si chiama Piano Battaglia.

Come si arriva da Scillato

Il percorso naturale passa da Polizzi Generosa (16,7 km, venti minuti) e poi sale per la SP119 e la SP54. In totale sono all'incirca trenta chilometri e fra i tre quarti d'ora e l'ora, perché l'ultima parte è strada di montagna vera.

Ci si arriva anche da Petralia Sottana o da Isnello e Collesano: se il meteo in quota peggiora, conviene informarsi sulla percorribilità prima di partire.

Gli impianti, e perché non promettiamo la neve

Gli impianti salgono sul Monte Mufara (1.865 m), in territorio di Petralia Sottana: una seggiovia biposto, uno skilift e un tapis roulant, con alcuni chilometri di piste. È l'unica stazione sciistica con impianti di risalita della Sicilia occidentale.

Detto questo: l'apertura invernale dipende dall'innevamento, anno per anno. Ci sono stagioni in cui si scia da gennaio e stagioni in cui non si scia affatto. Se venite per quello, controllate lo stato degli impianti prima di prenotare, non dopo.

In compenso gli impianti aprono anche d'estate, per salire in quota senza camminare: è il modo più comodo di portare in cima chi non cammina.

Pizzo Carbonara, 1.979 metri

È la seconda vetta della Sicilia dopo l'Etna e sta a cavallo fra i territori di Isnello e Petralia Sottana. Il sentiero ufficiale parte da Piano Battaglia: attorno ai sei-sette chilometri, circa 380 metri di dislivello e quattro ore complessive.

La difficoltà dichiarata dall'Ente Parco è EE, Escursionisti Esperti, e non è una formalità: l'altopiano è carsico, fatto di doline e inghiottitoi, e il sentiero non è sempre visibile. Con la nebbia, che qui arriva in fretta, si perde l'orientamento con una facilità sorprendente.

Se non avete esperienza di montagna o non conoscete la zona, andateci con una guida locale. È il consiglio che diamo sempre, e non è prudenza di circostanza.

Il sentiero che parte da casa

C'è anche il modo lungo. Scillato è testa di tappa del Sentiero Italia CAI: la tappa SI V15 parte dal paese, poco sopra i duecento metri di quota, e arriva a Piano Battaglia, a quasi milleseicento. Sono 19 chilometri con oltre 1.550 metri di dislivello in salita e sette-otto ore di cammino.

È la tappa con il maggior dislivello del tratto madonita. I segnavia sono le bande rosso-bianco-rosso con la sigla S.I.

Altri sentieri, più gentili

Non tutto è da escursionisti esperti. Da Piano Battaglia partono anche il sentiero Pippo Tarro (poco più di due chilometri, circa due ore) e il percorso Battaglietta – Piano Sempria (sette chilometri), entrambi classificati E, escursionistici.

Dalla SP119, all'altezza del chilometro 8,3 sopra Polizzi, parte invece il sentiero degli Abies nebrodensis, il n. 16b: una sterrata agevole con qualche tratto roccioso, che porta verso gli ultimi abeti delle Madonie. Ne parliamo nella guida al Geoparco.

Più in là, da Petralia Sottana, parte il Sentiero della Pace, classificato EE. E sul versante di Collesano e Isnello ci sono due traversate escursionistiche fra paesi: Collesano–Isnello, sette chilometri, e Gratteri–Isnello, otto e mezzo.

Le classificazioni ufficiali del Parco sono tre: T turistico, E escursionistico, EE escursionisti esperti. Vale la pena guardarle prima di scegliere, perché qui la differenza fra E ed EE non è teorica.

Cosa mettere nello zaino

Anche d'estate, a milleseicento metri, la temperatura non è quella del fondovalle: una giacca leggera serve sempre, e la sera in quota fa fresco davvero.

Scarpe da trekking con suola scolpita, non scarpe da ginnastica: il terreno carsico è fatto di roccia affiorante e buche. Acqua a sufficienza, perché lungo i sentieri non ci sono fontane. Cartina o traccia GPS scaricata offline, dato che il segnale telefonico in alcune zone non c'è.

E la regola che vale più di tutte: se si alza la nebbia sull'altopiano, si torna indietro. Non è prudenza eccessiva, è l'avvertenza che dà l'Ente Parco stesso.

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