Il castello dei Ventimiglia a Castelbuono, fondato nel 1316 sul colle di San Pietro
Il castello dei Ventimiglia a Castelbuono, fondato nel 1316 sul colle di San Pietro. Foto: LigaDue · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Da Scillato a Castelbuono sono circa 33 chilometri e poco meno di quaranta minuti. Si attraversa il versante settentrionale delle Madonie, e il paesaggio cambia più volte: valle, boschi, poi il borgo che compare tutto insieme.

Il castello

Il castello dei Ventimiglia fu fondato nel 1316 da Francesco I Ventimiglia sul colle di San Pietro. Fu quel momento a cambiare il nome del luogo: da Ypsigro a Castrum Bonum, cioè Castelbuono.

Al primo piano si apre la cappella palatina di Sant'Anna, decorata a fine Seicento con angeli e allegorie a stucco su fondo oro dalla bottega dei Serpotta. È il pezzo forte della visita, e va visto con calma: gli stucchi sono minuti, e la luce cambia tutto.

Oggi il castello ospita il Museo Civico, con arte sacra e reperti archeologici.

Il museo che non è nel castello

È l'errore più comune, quindi vale la pena dirlo: il Museo Naturalistico «Francesco Minà Palumbo» non sta nel castello, ma nell'ex convento di Santa Venera, in via Roma.

Raccoglie le collezioni del medico e naturalista che studiò le Madonie per tutto l'Ottocento: flora, fauna, geologia, preistoria, agricoltura. Se avete bambini curiosi, è il posto giusto.

La manna

La manna delle Madonie è un Presidio Slow Food, e si produce oggi soltanto a Castelbuono e Pollina, su circa 250 ettari di frassineti, di cui solo una parte è ancora produttiva.

Si ottiene incidendo d'estate la corteccia dei frassini con il mannaruòlu: la linfa zuccherina cola, solidifica al sole in stalattiti biancastre e viene poi staccata con la rasula. La parte più pregiata, la «manna eletta», è quella che rientra nel Presidio.

Ha pochissimo glucosio e fruttosio, ed è uno di quei prodotti che si portano a casa e poi si conservano per mesi senza sapere bene come usarli: un cucchiaino nel latte è il modo più semplice.

Il frassino da manna (Fraxinus ornus) in fiore: è dalla sua corteccia incisa che cola la linfa zuccherina
Il frassino da manna (Fraxinus ornus) in fiore: è dalla sua corteccia incisa che cola la linfa zuccherina. Foto: Robert Flogaus-Faust · CC BY 4.0 · Wikimedia Commons

Due appuntamenti ricorrenti

Castelbuono ha due eventi che tornano ogni anno e che valgono una deviazione, se capitate nel periodo giusto.

Ypsigrock è un festival musicale indipendente che si tiene nella prima metà di agosto, di solito attorno al primo o al secondo fine settimana, nel centro storico: piccolo, curato e con programmazione internazionale. Le date cambiano di anno in anno: si controllano sui canali ufficiali. Non è un festival da stadio: i palchi stanno dentro il borgo, e questo cambia completamente l'esperienza.

Il Funghi Fest è la sagra dei funghi delle Madonie e cade nella seconda metà di ottobre. Le date esatte cambiano di anno in anno: conviene sempre controllare i canali ufficiali prima di mettersi in macchina.

Il dolce: la testa di turco

Se capitate a Castelbuono fra Natale e Carnevale, cercate la testa di turco: sfoglie fritte alternate a crema di latte al limone e cannella, servita al cucchiaio.

Una precisazione che evita malintesi: con lo stesso nome, a Scicli, dall'altra parte della Sicilia, si indica un dolce completamente diverso, una sorta di bigné gigante. Sono due cose che non c'entrano nulla l'una con l'altra.

Per il resto della spesa gastronomica, Castelbuono è un buon punto di riferimento anche per la provola delle Madonie, pasta filata di latte vaccino crudo a forma di fiasco panciuto, anch'essa Presidio Slow Food. Ne parliamo nella guida ai sapori.

Come organizzare la visita

Castelbuono si gira a piedi, e il centro storico è in salita: mettete in conto un paio d'ore solo per il nucleo antico, più il tempo dei musei.

L'abbinamento migliore, partendo da Scillato, è Castelbuono al mattino e rientro dal versante del mare nel pomeriggio: si passa vicino alla costa e si chiude la giornata con un bagno, se la stagione lo permette.

Un'ultima avvertenza pratica: gli orari dei musei cambiano fra stagione estiva e invernale, e alcune aperture sono su prenotazione. Sono informazioni che invecchiano in fretta, quindi non le scriviamo qui: si controllano sui siti ufficiali il giorno prima, oppure ce le facciamo dire noi.

Una base nel borgo di Scillato

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